Storia di una coperta speciale

C’era una volta un gruppo di amiche, decise a fare un regalo speciale ad una di loro, che aveva avuto una bellissima bambina; la mamma e le amiche ricamarono su una tela rosa tanti coloratissimi pupazzetti di neve, che uno alla volta arrivarono nelle mani della più alta fra le amiche, quella che sembrava aver più dimestichezza con la macchina da cucire, affinché unisse fra loro i ricami e ne facesse una copertina per la nuova nata.

Per molto tempo la storia è rimasta in stand-by più o meno a questo punto… Si sa ormai che le mie coperte ricamate hanno… ehm… gestazioni abbastanza lunghe 😉 Ma alla fine le idee sono arrivate, un valido supporto grafico anche… E così mi son messa al lavoro! Quella che segue è una breve (in confronto al lavoro…) carrellata fotografica dei passaggi che hanno caratterizzato la realizzazione, per soddisfare eventuali curiosità sul work in progress.

Partiamo dai disegni: per questa coperta non volevo uno schema geometrico classico, ma qualcosa di un po’ più movimentato che mi permettesse di alternare i ricami a delle piastrelle realizzate in applichè. I ricami erano molto diversi fra loro come dimensioni, perciò gli schemi sulla carta sono stati tantissimi! Ad un certo punto, per fortuna, è arrivata Rosi a dare una forma (bellissima) alle mie idee, a scartare quelle meno convincenti ed a tirarne fuori di decisive. Infine, prima di partire, il tutto è passato sotto il mouse scattante del Giraffo, che, come al solito, mi ha fatto uno dei suoi bei schemi in autocad.

La scelta delle stoffe non è stata facilissima, ma per fortuna mi son fatta consigliare dal buon gusto di Rosi e di Irene della Volpe Rossa; le stoffe che mi son ritrovata in mano non mi convincevano ma, iniziando a lavorarle, la mia opinione è presto cambiata.

Sia l’albero, che la casetta spiccavano benissimo sul fondo giallo chiarissimo…

La staccionata, poi, mi è piaciuta un sacco e non sono nemmeno diventata matta a festonarla 😉

La confusione regnava sovrana sul mio tavolo del soggiorno, fra bozzetti, ricami, stoffe scelte e, soprattutto, stoffe da scegliere fra le mie scatole piene zeppe…

Ogni abbinamento riuscito fra i colori dei ricami e le stoffe già inserite era una conquista 😉

Ogni tanto mi chiedevo se a mischiare ricami e patchwork ne sarebbe uscito qualcosa di buono… Ora credo proprio di sì!

Una volta finito il top uno pensa che il più sia fatto, ma per me non è così, io e la quiltatura a mano non andiamo troppo d’accordo… Sono lentissima!

Per questa coperta ho deciso di abbinare alla quiltatura classica, contorni di alcune piastrelle e forme piccole, dei disegni  fatti solo da ago e filo sulle congiunzioni più ampie, cercando di richiamare alcuni temi dei ricami e dei blocchi in applichè.

Così ecco spuntare piccole manopole, vortici, cuoricini e fiori…

E quando pensi che non riuscirai mai a finirla… Basta chiudersi in casa un pomeriggio per fare il binding e………… Eccola finalmente finita!!

Ma manca ancora qualcosa… Un’etichetta che racconti chi sono le autrici di questa creazione: per fortuna ci ha pensato Anna! Susi invece ha pensato ad una splendida sacca, anch’essa ricamata, per riporre la coperta nei periodi in cui non è utilizzata (io purtroppo mi son dimenticata di fotografarla!).

Grazie per la pazienza a tutte le amiche che hanno rispettato i miei “tempi creativi” :p Prometto che cercherò di migliorare 😉

6 risposte a Storia di una coperta speciale

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